Marginal

5/3 volumi, serie conclusa

Altri nomi:

マージナル, Maajinaru

Anno di pubblicazione / Editore:
  • 2020 (🇮🇹) – J-Pop
  • 1999 (🇯🇵) – Shogakukan (edizione economica in 3 volumi)
  • 1985- 1987 (serializzazione) / 1986 – 1990 (🇯🇵) – Shogakukan (edizione originale in 5 volumetti)
Recensione in breve:

Marginal narra le vicende di un gruppo di uomini che vivono in un mondo in cui le donne sembrano essere diventate un miraggio da venerare al pari di una divinità. Questo articolo non è però una vera e propria recensione all’opera, più che altro si tratta di un rant sull’edizione italiana di questo “classico” manga.


Se devo essere sincera non avevo una gran voglia di scrivere questo articolo, perché è quasi un argomento tabù.

Criticare la J-Pop è sempre un azzardo, perché sono considerati il miglior editore del mercato italiano, ecc… se poi di mezzo c’è Moto Hagio, un altro “mostro sacro“, il risultato è che mi passa la voglia di dire la mia all’istante.

Miracolosamente, visto che non vado a recensire l’opera in sé (ma più che altro l’edizione), questa recensione è spoiler free.

È consigliabile aver letto almeno il primo volume per capire alcuni commenti che faccio nella parte finale.


Le icone sono in scala come apparirebbero a confronto i volumi fisici

Come è nata questa “recensione”

Questo articolo è stato fermo per mesi con solo una frase al suo interno che più o meno recitava: “copiare il doc se esiste ancora“.

Vi posso assicurare che quel documento word è vivo per miracolo!

Sono riuscita a recuperarlo solo perché era ancora tra i recenti, sennò sarebbe andato perso nei recessi di qualche hard-disk.


Il famigerato “doc” è più che altro una raccolta di impressioni e commenti che ho fatto quest’estate, quando finalmente tra mille tribolazioni (dovute al trasloco, la pandemia, volumi missing in action, ecc…) ho iniziato a leggere Marginal.

In realtà quel doc contiene solo le mie perplessità riguardanti circa la prima metà del volume 1.

Ho iniziato a leggere il primo volume… e subito ho dovuto prendere il telefono per controllare alcune cose, e chiedere su Facebook se fossi impazzita o meno.


La situazione era ridicola, quasi non riuscivo a leggere una pagina senza dover riprendere in mano il cellulare!

Così alla fine decisi di appuntarmi tutto e fare un’unica chiacchierata in chat sull’argomento (o i volumi avrei finito di leggerli nel 2021).

Quindi, perché ho appunti solo sul primo volume? Perché a quel punto il doc era già lungo 3 pagine (foto escluse).

Mi sono messa l’anima in pace e gli altri volumi li ho letti cercando di attivare il cervello il meno possibile.


Non mi considero di certo la massima esperta sull’argomento, non ho di certo l’N1 (uno dei motivi per cui l’articolo è rimasto fermo per mesi è perché ho coinvolto qualcuno che sa il giapponese meglio di me), ma la situazione parla da sé.

Anche senza recuperare i volumi originali giapponesi (e vi posso assicurare che non è cosa facile), anche senza andare troppo in profondità, questa edizione non è il messia che si crede di essere.


Acidità e informazioni utili

Questa sezione l’ho messa per dare un valore informativo all’articolo.

Così, anche se considerate tutte cazzate le mie critiche all’edizione J-Pop, qualcuno potrebbe imparare qualcosa di nuovo (?).


Moto Hagio è una rinomata mangaka e un tesoro nazionale, oltre a essere una delle persone che ha rivoluzionato il genere shojo.

Qualcuno storcerà il naso, ma Marginal non è classificabile come shonen-ai (come Vassalord non è yaoi).

Per dirla in parole semplici l’etichetta “shonen-ai” non esisteva, o comunque non era utilizzata, nel 1980.


I manga vengono classificati sulla base della rivista in cui vengono serializzati. Ogni rivista ha un suo target di riferimento e quindi un suo genere.

Avarus era una rivista di shojo “ambigui”, ergo Vassalord non è “yaoi” (come non lo è Toxic e come, sicuramente, non lo è Countdown 7 Days – tutte opere uscite sulle pagine di Avarus).

Marginal venne serializzato su su Petit Flower che, come si intuisce dal nome, era una rivista shojo.

Il fatto che ora gli yaoi vadano di moda, non significa che quasi 40 anni fa esistessero (nel senso di nomenclatura accettata).


Marginal ha anche la particolarità di avere più edizioni in patria, per il semplice fatto che ha avuto successo ed è stato ristampato (non mi risulta che abbiano apportato modifiche a differenza, per esempio, di AnK).

Non parlerò della Aizōban perché non sono mai riuscita a vederla dal vivo, e inoltre a noi non importa granché visto che la J-Pop ha ripetuto più volte che l’edizione italiana è basata sulla bunko.


La prima edizione è composta da 5 volumi tankōbon.

Il tankōbon non è un formato esclusivo dei manga (e non tutti i manga escono in tankōbon). Si tratta di un formato per un volume un po’ più piccolo rispetto a quanto siamo abituati noi.

La seconda edizione è composta da 3 volumi bunkobon.

I bunko sono l’equivalente dei nostri tascabili/edizioni economiche.

Il “bon (本)” alla fine significa letteralmente “libro”.


Concludo con una perla di acidità: la trametta presente nella scheda di Marginal su animeclick è una pigra traduzione della trama su BakaUp, che spoilera uno dei principali twist di Marginal.


La “recensione”

Tutto quello che dirò in questo articolo non cambierà il fatto che sono grata alla J-Pop per aver portato in Italia uno dei classici dello shojo di fine secolo.

Consideratelo un “grazie, ma… alcune cose non mi sono andate giù” (?)


L’edizione italiana è ok, la definisco così perché non è di certo il “non plus ultra”.

Dal mio punto di vista è come vedersi vendere l’edizione “Ultimate” o “GOTY” di un videogame… e un mese dopo ci sono DLC da acquistare extra (ogni riferimento non è puramente casuale).

Il prezzo, tutto sommato, è dignitoso.

Per lo standard italiano è un volume “fottutamente costoso”, ma tollerabile, visto che si tratta di 12€ per un volume manga che in pratica è spesso quanto un romanzo.

Inutile negarlo, Marginal è un discreto mattone, ha la sovraccoperta e la qualità di stampa non è male.


Qual è quindi il mio problema?


1) Salutate i retini

La cosa che davvero mi ha fatto storcere il naso, appena ho aperto il primo volume, è stata la qualità della scannerizzazione delle pagine.

Lo so, sembra una contraddizione perché ho appena detto che la qualità di stampa è buona. Il problema non è come la tipografia ha impresso l’inchiostro sulla pagina, il problema è cosa stava stampando.


Parliamo di una serie del secolo scorso, per cui non so se le pagine utilizzate per l’edizione italiane siano state fornite già digitalizzate dai giapponesi o se un litografista italiano ha dovuto scannerizzare degli A4… però il risultato finale è ‘na medda.

Metà dei retini sono andati a farsi friggere, molti bordi di balloon sono semi-scomparsi e i disegni sembrano usciti da una gif bicolor col contrasto sparato alle stelle.


Ai tempi in Lion urlai dopo aver visto le orride scansioni dei rotocalchi dei vecchi volumi di Costantine, presenti nel database ufficiale della DC.

Il fatto che una serie sia vecchia e il materiale di partenza non sia “up to standard” di questo secolo non giustifica l’edizione italiana di Marginal (anche perché Costantine l’ho sistemato, nonostante tutto!!!).


L’edizione italiana ha delle pagine che hanno meno dettagli di una scansione fatta 10 anni fa da dei fan che scannerizzavano la vetusta edizione tanko con uno scanner a uso privato.

Che sia arrivata così dal Giappone, o da un litografista italiano, qualcuno in J-Pop doveva alzare una mano e dire qualcosa.

Soprattutto se me la stai vendendo come la “Moto Hagio Collection, l’edizione di lusso degna di un classico del genere”.


La scomparsa di metà dei retini crea anche delle situazioni paradossali come le famigerate mani “colorate” di Cynto che nell’edizione italiana sono praticamente bianche.

Prima che qualcuno dica qualcosa: lo so, l’edizione bunko era in bianco e nero già in Giappone.

Infatti ho chiuso un occhio riguardo a come sono ridotte le pagine iniziali e quelle che, ai tempi dei tanko, erano in tricomia.

Però capitemi, è l’edizione di lusso di Marginal e abbiamo perso informazioni aggiuntive rispetto a una edizione di partenza che già era meno “completa” dell’originale.

Senza contare che poi l’edizione J-Pop non è nemmeno una fedele riproduzione dei bunko.


Le cover italiane sono diverse da quelle giapponesi (e creano pure un inutile confusione perché la costola del volume 1 è la copertina del volume 2).

Inoltre le pagine a colori a inizio volume sono una mezza invenzione della J-Pop, e per risparmiare non le hanno stampate su carta patinata 🤣.

Alcuni hanno problemi a visualizzare correttamente lo slider. Se avete problemi QUESTA è la cover del secondo volume italiano, QUESTA di quello giapponese.

2) Traduzione astrusa

“Sacro precinto” mi ha fatto scoppiare una vena.

Anche gli inglesismi mi hanno infastidito, ma quelli sono un classico dei manga/anime anni 80 per cui li tollero.

Inoltre, in Marginal i termini inglesi hanno una giustificazione diegetica, non sono lì solo perché “l’inglese fa figo” (ho aperto questa parentesi solo per dire “non lamentatevi, c’è un motivo”).

Ma nell’istante in cui ho visto “precinto“, anche se ancora non ero riuscita a trovare il volume giapponese in qualsivoglia edizione, ho capito di che kanji stavamo parlando.


聖域” che bovinamente in inglese si traduce come “sacred precint”, ma nessuno sano di mente lo tradurrebbe “sacred precint”.


Non il gruppo scan inglese, che l’ha tradotto “sanctuary“.

Nemmeno Google Translate, che lo traduce “sacred place“.


Qualcuno vuole spiegarmi perché devo leggere “sacro precinto” in un volume italiano? Perché “precinto” fa più figo di “recinto”? 🤦‍♀️

non è nemmeno il kanji di “recinto”!


Ho trovato le note per Nenja e Iroko leggermente fuorvianti.

Iroko “色子” è effettivamente un giovane attore di kabuki che si prostituisce (e il kanji “色”, nonostante lett. sia “colore”, è legato a parole pornazzose perché spesso ha il senso di “sensuale”).

Nenja “念者” è effettivamente il termine per l’uomo adulto in una relazione omosessuale, stile “Grecia antica versione giapponese”.

Potrei andare avanti parlando del fatto che esistono svariati termini specifici per identificare questo genere di “ruoli storici” (若衆, 陰間, …), ma il punto è che le note italiane mi hanno fatto alzare un sopracciglio.

Sono corrette, non lo nego, però Marginal non è uno yaoi, non si deve sempre andar sempre a battere sul sesso.


Ci sono altre cose che mi hanno lasciata perplessa, ma non scenderò troppo nel dettaglio (anche perché questo articolo è già abbastanza lungo).

Ho notato alcune incongruenze e mancanza di continuità con alcuni termini.

Per esempio: inizialmente il vecchio degli amuleti parla di “demoni”, ma nei volumi successivamente viene usato il termine “jinn”.

Ammetto di non aver confrontato ogni singola pagina italiana con la controparte giapponese, o sarei impazzita, ma la questione mi “puzza“.


Il parallelismo tra Emerald ed Edmos risulta un po’ confuso; a causa di un mix di mancanza delle pagine a colori e qualche frase un po’ criptica (o proprio sbagliata).

“… con la tua faccia rossa lo hai fatto svenire!”

Edmos ha i capelli rosso fuoco, non la faccia… e Michal è rimasto senza parole/spaventato, non è di certo svenuto visto che sta in piedi (a occhi aperti).

“Voi siete… l’usignolo”

Ehm, no… sta chiedendo se “si tratta di usignoli?”. Perché mai Michal dove avrebbe sentito il soprannome di Emerald?


Lungi da me dire che io sia meglio di un traduttore professionista.

Voglio solo mettere in luce il fatto che talvolta la lettura è messa in difficoltà a causa dell’inglese random, la ricercatezza random di alcuni termini italiani e qualche frase non ben adattata (?).

Poi, come ho detto all’inizio, grazie per averlo portato in Italia. Però se mi fai pagare 12€ una cosa vendendomela come “il meglio del meglio”, se non è perfettamente perfetta è mio diritto commentare 😘.


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