Non ho molto da dire sulla questione, anche perché non c’è molto da dire 🤣.
Evitate questo sviluppatore come la peste, perché non è degno nemmeno del tempo che perderete a leggere questa recensione~

Come mi sono imbattuta in “loro”

Stavo cercando un po’ di otome mobile da recensire, anche se non sono un’amante del genere.

L’ambiente mobile è scaduto al punto tale che l’obiettivo di tutti è seguire il trend del momento e copiare gli ultimi ritrovati per sfilare soldi di tasca ai lettori/giocatori.

Quando “””””consiglio””””” un gioco mobile di solito è perché è meno fetente di quanto mi aspettassi. Della serie: in mezzo allo schifo questo è il meno peggio.

Non proprio un gran complimento.

Disgraziatamente non abbiamo molta altra scelta, soprattutto in Italia.

Gli “otome puri” (leggasi: made in JP) tradotti, per lo meno in inglese, sono rari e spesso relegati a console che dopo poche uscite vengono abbandonate in favore di altre (vedesi la povera PSP).

C’è qualcosa per pc, principalmente del tipo “otome all’occidentale“, ma il mercato mobile sta fiorendo ed è innegabilmente il posto più comodo per tutte coloro che voglio giocarsi un otome.

E spesso sono pure gratis! Kinda… e spesso hanno una storia di livello infimo… Ma non posso passare la mia vita a urlare ai quattro venti “Amnesia è di nuovo a 3€ si Steam!!“.

Spulciando i meandri del Google Store (sorry gente, ho al massimo un iPod ed è rimasto nell’altra casa) sono incappata in questo sviluppatore che sembrava avere un ampio parco titoli e le icone erano assai accattivanti.

Così ne ho scaricati un paio e… non sono nemmeno certa si possano definire veramente degli “otome”.


Cos’è Lady Wizard

Ho provato a cercare informazioni su questo sviluppatore, ma non ho trovato nemmeno il loro sito web.

In parte è colpa del nome, “Lady Wizard“, troppo generico e usato da mille (soprattutto nell’ambito porno COF COF).

In parte perché (credo) siano giapponesi e la versione inglese è tipo il risultato di una traduzione quasi fanmade fatta delle solite 2-3 persone.

Facendo questo articolo ho scoperto che almeno uno dei giochi è stato tradotto in italiano. Non voglio nemmeno sapere come sia potuta succedere una cosa simile… spero solo che la tipa che l’ha tradotto (credo la “Veronica” nei crediti) sia stata pagata.

Per cui tutte le informazioni in mio possesso derivano dai minimalistici crediti presenti nel gioco, che fanno supporre che al 99% questi giochi siano opera di una sola persona.

Mea (めあ, che mi ricorda terribilmente l’onomatopea delle pecore) realizza la storia, fa le illustrazioni, programma, ecc… fa tutto lei.

Ciò che di solito non fa sono le illustrazioni più “fighe”. Quelle che fungono da CG per i tre finali e da cover/icona del gioco. Apparentemente inizialmente faceva tutto lei.

Ammetto di non averli giocati tutti, nemmeno scaricati tutti, ma questo è quello che ho capito dai crediti delle app che ho provato.


Un primo incontro voluto dal destino

“Lazy Wizard”… nome mai fu più adatto.

Tutti i giochi che vedete nella lista sovrastante sono in pratica “palette swap“, il solito gioco in colore differente.

Sono tutti identici, l’unica cosa che cambia è la “””””storia””””” e il colore predominante, poi le meccaniche e i menù sono identici per tutti.

E non sono nemmeno app fatte chissà quanto bene, sembrano cose di inizio 2000.

Ho incontrato un sacco di glitch stupidi, primo fra tutti la risoluzione sbagliata che fa si che la schermata sia tagliata dai lati (e pensare che gli elementi grafici sono ai minimi termini).

Suppongo che sia perché il gioco è pensato per girare su iPhone…? Hanno schermi più larghi gli iPhone?? Boh XD


In realtà, inizialmente ero quasi stupita.

Ho iniziato scaricando la app più vecchia, “Amaterasu“, e l’ho trovata un po’ rozza, ai minimi termini, ma mi ha piacevolmente stupita.

La storia era un po’ sconclusionata, ma pescava a piene mani dal folklore giapponese ed era scanzonata quanto basta per farmi sorridere un paio di volte.

Il “gameplay” era diverso dal solito, più “action/strategico” che visual novel. Mi ricordava vagamente alcuni esperimenti di un altro sviluppatore (cinese) che realizza otome ibridati con altri generi.

Amaterasu era ok, un buon inizio che faceva presagire il meglio per il futuro per cui ho cercato una app meno “giapponese” (come setting) perché la traduzione inglese non era il massimo.

Inoltre, volevo vedere come erano migliorati negli anni. Così ho deciso di provare quella palesemente ispirata alla Bella & la Bestia e….


Non sono otome… non sono nemmeno “videogiochi”

Beauty and the Silent Beast” è IDENTICO a “Amaterasu“, e quelle poche lodi che avevo per Amaterasu sono andate dritte nel cesso.

Il gameplay che avevo trovato un po’ originale? Identico! E dopo averci giocato per un po’ è diventato noioso, ripetitivo, palesemente predatorio e non credo nemmeno che lo si possa davvero definire “gameplay”.

La Bella & la Bestia è l’unico che ho finito (non ho avuto il coraggio di fare altrettanto per gli altri) per cui mi limiterò a spiegare come funziona quello, tanto gli altri sono identici.


Il gioco si divide in principalmente due fasi: narrazione e “combattimento”.

Il gioco ti narra un pezzettino della storia, con allegata illustrazione nel quadretto, e poi ti mette contro un avversario.

Non è proprio un combattimento, perché devi riempire una barra e non svuotarla, ma il principio è lo stesso.

Hai un indicatore e 3 pulsanti. L’indicatore serve a tenere il conto dei tuoi “colpi”, mentre i pulsanti si dividono tra “attacco speciale”, la “carica pompata” (che funge anche da indicatore della “valuta premium“) e la “carica da poveracci”.


Il loop è il seguente: riempi l’indicatore dei colpi con uno dei due tipi di carica e colpisci l’avversario. Altrimenti usa l’attacco speciale che si ricarica pagando con la valuta premium (che si acquista coi soldi) o aspettando ore.

I due tipi di carica sono legati a un mini-game, in cui devi cercare di far esplodere quanti più oggetti possibili nel minor tempo possibile.

Questi oggetti vanno dalle rose, nella Bella & la Bestia, a chibi-divinità in Amaterasu (in cui, almeno lì, cambiano grafica di volta in volta, mentre dopo Mea si è fatta pigra anche su quel fronte e ricicla sempre la solita icona).

La carica da poveracci ha un unico set di oggetti esplosivi, ma niente timer. Questo vuol dire che ogni volta carichi di tot punti e poi ti attacchi.

Sinceramente, gli oggetti della carica da poveracci respawnano talmente piano che non sono nemmeno sicura che non siano solo 1 set per scontro!

La carica pompata ha un timer e guadagni quanta carica secondo quanti oggetti fai esplodere nel limite di tempo.

Per vostra informazione la app è fatta così male che conta ogni tocco per cui potete usare più dita contemporaneamente.

L’attacco speciale è quello più efficace e fa una percentuale fissa di danni, ma come ho detto ha delle cariche molto limitate.


Ogni volta sconfitto l’avversario si torna alla narrazione e poi un nuovo avversario, con una barra più grande, compare e la cosa va avanti così, over and over again.

La barra alla fine diventa così lunga da sembrare insormontabile e in teoria dovresti rifarlo tutto, da capo, per tre volte per vedere tutti i finali.

Apparentamene neppure Mea credeva che qualcuno si sarebbe sbattuto a fare tutti i finali perché l’unico bonus che viene dato è per la prima conclusione. La seconda volta non prendi nulla.


Tirando le somme

In parte mi dispiace perché alla fine, nonostante la traduzione traballante, le storie sono carine. Sono folli e divertenti, ma sono a malapena riuscita a finirne uno.

La cosa più irritante è la pubblicità. Ogni 3-4 “click” parte una pubblicità e anche essendo disposti a pagare non c’è modo di toglierle (o per lo meno io non l’ho trovato).

Le app di Lady Wizard sono un’immenso spreco di tempo e sono lì solo per farli guadagnare passivamente (bombardandoti di pubblicità) o spingendoti a gettare soldi per la valuta premium, prendendoti per sfinimento.

Non mi capacito come “giochi” simili possano avere 4+ stelline. Il mercato del mobile è davvero orribile~!

Lo ammetto, se si fossero evoluti sul fronte gameplay (e avessero messo un’opzione per dargli qualche euro e fermare le pubblicità) li avrei anche potuti consigliare.

Le storie pescano da proprietà gratuite (come fiabe classiche e folklore), ma virano verso interpretazioni interessanti e originali.

Purtroppo, come sono al momento, queste app sono al limite dello scam. Non c’è gameplay e non c’è nessuna cura nella realizzazione di queste app.

È sempre la solita cosa broda, solo di un colore diverso, e apparentemente questo modello di business rende, visto che può continuare a sfornare “nuove” app.

Di solito non mi piace criticare e infamare giochi fatti da una sola persona, ma in questo caso la sviluppatrice si è fatta pigra e mi urta immensamente perché aveva iniziato bene (con Amaterasu) e poteva diventare qualcuno da tenere d’occhio.

Invece è diventata qualcuno da evitare come la peste.


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